Ignifughe vs intumescenti

Differenza tra vernice ignifuga e vernice intumescente

La differenza tra vernice ignifuga e vernice intumescente sta nella composizione chimica. Le prime contengono additivi ignifughi o antifiamma (dal latino ignis, fuoco, e fugo, “che fa fuggire”); le seconde sono composte con additivi intumescenti (dal latino intumescens, participio presente di intuměscere, ovvero “gonfiarsi”). In presenza di temperature tra i 200 e i 300°C gli additivi ignifughi rilasciano sostanze inibitrici di ossigeno: sviluppano anidride carbonica o creano vapore acqueo, abbassando di fatto la temperatura della combustione. Tra i 300 e i 400°C le vernici ignifughe avviano il processo di cristallizzazione. In sostanza uno strato vetrificato non infiammabile crea una barriera per il legno.

Barriera protettiva e isolante

Gli additivi intumescenti a 200°C reagiscono gonfiando il film di vernice. Creano così una barriera protettiva e isolante, ritardando sia la combustione che l’innalzamento della temperatura. Normalmente gli additivi antifiamma sono utilizzati nei cicli applicati al materiale di arredamento, mentre gli additivi intumescenti più reattivi, ma esteticamente poco trasparenti, sono inseriti nelle pitture utilizzate nelle verniciature di strutture portanti e vernici classificate in reazione al fuoco europea. Quindi una vernice ignifuga certificata in Classe 1 di Reazione al Fuoco conterrà additivi antifiamma e risulterà più trasparente e più performante, come resistenza chimica e all’abrasione, mentre una pittura intumescente certificata in Classe di Resistenza al Fuoco o Reazione al Fuoco europea sarà maggiormente sensibilmente meno trasparente e più sensibile all’umidità e alle sollecitazioni meccaniche.

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